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I PROTAGONISTI

Sono contento di aver finalmente incontrato Sandro Luporini: per quanto abbiamo viaggiato, per molti anni, in territori comuni (Milano e la Versilia, ma anche certi libri, certe canzoni, certi passaggi) non ci eravamo mai fermati a scambiare due chiacchiere. Ogni cosa arriva a tempo giusto, parrebbe. Quando Federighi e Stefani mi hanno proposto di ragionare sulla messa in scena delle meditazioni dell’autore/pittore, la prima cosa che ho suggerito è che a cantare non fosse una voce maschile, ma femminile: per toglierci dall’equivoco di una riproposta dello schema (fortunatissimo ed ammirevole) di Luporini-Gaber. E la voce di Chiara, che per anni ha cantato, interiorizzandole e usandole come occasione di conversazione fuori dei palchi e anche sui palchi, le canzoni di Gaber, mi sembrava la più adatta.

DAVID RIONDINO

CHIARA RIONDINO

E la voce di Chiara, che per anni ha cantato, interiorizzandole e usandole come occasione di conversazione fuori dei palchi e anche sui palchi, le canzoni di Gaber, mi sembrava la più adatta. Una voce da canzone racconto, molto teatrale, una voce che espone al meglio melodia e testo.  Trovo ragionevole che a me tocchi invece, oltre a intonarne qualcuno, soprattutto leggere (o fingere di leggere) i testi di Luporini. Perché vengano ascoltati, meditati, goduti senza la mediazione istrionica alla quale immediatamente fanno pensare: il fantasma gentile di Gaber si aggirerà sicuramente perlomeno nelle prime rappresentazioni. E perché si possa quindi, oltre a goderne, capire quanto nelle cose che conosciamo e amiamo c’era di Gaber e quanto di Luporini, adesso che facciamo attenzione a questo inedito di Luporini, senza Gaber.  Si tratta qui, come sempre in teatro, di mettere alla prova un autore: un autore già messo in scena, e condiviso, da un artista importante, e che merita di continuare ad essere messo in scena. La qual cosa, credo, è quel che anche Gaber desidererebbe. 

KHORAKHANE'

David Riondino accompagnato dalla sorella Chiara e dai KhoraKhane’: Gruppo rivelazione del 2007 al 57° Festival di Sanremo, secondo premio della critica nella sezione giovani, premio MEI come miglior gruppo 2007 Indie POP e molti altri riconoscimenti, i KHORAKHANE’ nascono nel 2001 come tribute band a Fabrizio de André sviluppando per parallelamente un repertorio di brani originali. Il loro sound deriva da una frammentazione di diversi stili che hanno indirizzato negli anni il genere ad uno stile musicale molto personale. Se a tutto ci si aggiunge la grande attenzione alle liriche, per la ricerca del messaggio più diretto e trasversale, oltre che sociale, troviamo la miscela giusta che descrive il “mondo della canzone” secondo i KhoraKhané.  Fin dalla nascita, la band ha sempre avuto come punto di forza il live. Nel corso degli anni il repertorio si è modificato per passare da Fabrizio De Andrè ad una scaletta che comprendesse composizioni originali, con la frequente aggiunta di cover in stile molto personale, di brani dei mostri sacri della canzone italiana: Guccini, Dalla, Bubola....GABER!  Fondamentali gli incontri con Massimo Bubola con cui i Khorakhanè hanno condiviso più volte il palco, accompagnandolo nei suoi concerti e proponendo brani (anche inediti), e con Sandro Luporini.